Le vostre email finiscono nello spam. O non arrivano affatto. O arrivano, ma qualcuno sta ricevendo email che sembrano provenire dal vostro dominio. Questi sono problemi risolvibili.
Quattro pattern ricorrenti che incontriamo nei primi 30 minuti di assessment.
Analizziamo il flusso email completo: record DNS, configurazione DMARC (con report attivi), connettori Exchange Online, regole di trasporto, reputazione del tenant. Poi interveniamo su ogni punto critico, testando ogni modifica prima di applicarla.
Il DMARC non va messo in enforcement senza un periodo di monitoraggio — lo gestiamo correttamente. La fase di osservazione esiste per scoprire i sender legittimi che nessuno ricorda. Solo dopo si passa a quarantine, e infine a reject.
DNS, DMARC report, connettori EXO, reputazione IP del tenant.
SPF, DKIM, DMARC progressivo. Pulizia connettori e regole di trasporto.
Documentazione DNS, runbook deliverability, monitoring report DMARC attivo.
Output tangibili. Niente promesse vaghe — ogni voce è un artefatto che resta nel vostro tenant.
Il mailflow è uno dei punti più delicati di un tenant M365 — ogni modifica sbagliata blocca le email. Lavoriamo con metodo: prima si capisce, poi si tocca. La fase di monitoring DMARC non è una scocciatura: è quello che separa una migrazione che funziona da una che spegne le notifiche del CRM per due settimane.
Avete dubbi prima di procedere? Leggete le domande frequenti o esplorate il glossario Microsoft 365.
Una call iniziale di 30 minuti per capire la situazione del vostro mailflow. Spesso bastano i primi 10 minuti per individuare il problema.